Archivio categoria: Evo-Devo

Straordinarie creste neurali

Le cellule derivate da quei peculiari tratti anatomici dell’embrione chiamati creste neurali mantengono a lungo, nei vertebrati, la capacità di differenziarsi in una grande varietà di tessuti e sono una possibile chiave della straordinaria diversificazione in forme e dimensioni di questo sottogruppo rispetto agli altri cordati

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Serpenti a schiena dritta

Contrariamente a quanto si è sempre ritenuto, la colonna vertebrale degli ofidi (serpenti) non è anatomicamente più semplice di quella degli altri rettili o dei mammiferi. Le varie parti anatomiche della loro colonna vertebrale corrispondono inoltre alle aree di espressione di geni omologhi ai geni Hox, che nel resto dei vertebrati amnioti differenziano il corpo in collo torace addome e zona sacrale

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Quando le mucche avevano le dita

Da quanto emerge dalle testimonianze fossili, l’antenato comune a tutti i vertebrati terrestri, chiamati tetrapodi, aveva arti dotati di cinque dita, come molti attuali mammiferi tra cui l’uomo e il topo. Tuttavia, nel corso della loro evoluzione i mammiferi hanno modificato le estremità degli arti in diversi modi, variando anche il numero di dita. Un esempio di questo sono gli

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Tutto su Botryllus schlosseri e sui tunicati

Il primo Maggio è stata pubblicata su Plos One l’ontologia anatomica e dello sviluppo dell’invertebrato marino Botryllus schlosseri. B.schlosseri è un piccolo animale coloniale, appartenente al subphylum dei Tunicati, che è considerato il siter group dei vertebrati. Negli anni 50, Armando Sabbadin, ora professore emerito dell’Università di Padova, rimase colpito dall’animale durante una visita all’Istituto Oceanografico di Monaco. Decise quindi

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10 anni di evo-devo

Evo-Devo, alle frontiere del pensiero biologico di Carlo Alberto Redi, Maurizio Zuccotti e Silvia Garagnadada “Le Scienze”, n. 434, ottobre 2004Evo-devo: tra sviluppo ed evoluzione di Michele Belloneda Micron Anno XI numero 28 marzo 2014 

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La genomica funzionale: il più seducente tra gli approcci alla biologia molecolare

Solo fino a qualche anno fa l’attenzione dei ricercatori era rivolta soprattutto all’individuazione delle molecole coinvolte in una specifica funzione cellulare. Con il progredire delle tecniche di biologia molecolare la possibilità di analizzare i processi cellulari ad un livello più integrato ed unitario è diventata sempre più semplice. Adesso si è infatti in grado di analizzare gli stessi meccanismi di

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Cervelli aviani e mammaliani. Incontri ravvicinati del terzo tipo

Il gruppo di Erich Jarvis, alla Duke University di Durham, ha pubblicato sul Journal of Comparative Neurology i risultati di un lavoro decennale: l’analisi quantitativa e qualitativa dell’espressione di 52 geni in 23 regioni cerebrali di dieci specie di uccelli, fra le quali colibrì, pappagalli e quaglie. L’analisi fornisce una visione d’insieme più che convincente a supporto della revisione della

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