Archivio autore: Mandrioli

Rischio idraulico e idrogeologico tra processi geofisici e biogeochimici, funzioni ecologiche e piani di gestione

La gestione del territorio richiede numerose competenze “tecniche” e la partecipazione di tutte le componenti sociali. Da questa necessità nasce il convegno dal titolo “Rischio idraulico e idrogeologico tra processi geofisici e biogeochimici, funzioni ecologiche e piani di gestione” organizzato dall’Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Modena come occasione per discutere lo “stato di salute” del nostro territorio e capire come esso debba essere gestito per raggiungere obiettivi talvolta apparentemente contrapposti quali ad esempio la tutela degli argini come limite dei fiumi e la difesa della biodiversità animale e vegetale che quegli argini popola.

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L’uomo come superorganismo

“un individuo non è né una cosa, né un concetto, ma un continuo flusso di processi in continuo cambiamento e pertanto mai definitivamente completato. Un organismo è quindi un complesso coordinato e individualizzato di attività che sono primariamente dirette ad ottenere ed assimilare sostanze dall’ambiente per produrre altri sistemi simili (la prole) e proteggere il sistema stesso da eventuali alterazioni dovute all’ambiente”.

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Il mondo fino a ieri

La prerogativa di Homo sapiens è la capacità di sopravvivere negli ambienti più diversi, di trasformarli ai propri fini, di riadattarsi molto rapidamente a nuove nicchie ecologiche, ben prima che i geni abbiano il tempo di adeguarsi al cambiamento. L’apprendimento individuale e sociale, la diversità fra popolazioni e la cultura fanno tutti parte di questa strategia evolutiva indubbiamente di successo.

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Insetti sociali… ma non sempre

I comportamenti complessi e coordinati esibiti dagli insetti sociali non sono programmati esplicitamente a livello individuale, ma sembrano essere piuttosto il risultato di molteplici interazioni tra individui e tra i singoli individui e il loro ambiente.

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Trafficanti di virus?

Ho appena finito di leggere l’articolo sull’Espresso dedicato al traffico di virus che avrebbe coinvolto anche importanti istituti di ricerca italiani (da qui è possibile scaricare il pdf dell’articolo completo). La prima lettura è stata indubbiamente agghiacciante perché il quadro che ne emerge è veramente desolante. Così come ha destato grande incredulità per me leggere che questa indagine coinvolgerebbe la

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Genomi giganti alla riscossa

Quando nel giugno del 2000 Francis Collins del National Human Genome Research Institute (NHGRI) e John Craig Venter di Celera hanno annunciato il completamento del progetto di sequenziamento del genoma umano, la comunità scientifica ha avuto la prima dimostrazione sperimentale del fatto che potessero essere sequenziati (ed assemblati correttamente!) anche genomi di grandi dimensioni. Prima del genoma umano (3 gigabasi,

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Il “collasso” delle specie… o del loro concetto?

L’ultimo numero di Nature presenta un interessante breve articolo scritto dai celeberrimi Peter R. Grant e Rosemary Grant dedicato al problema dell’ibridazione tra specie, in cui il titolo è già una dichiarazione precisa di intenti: “Evolutionary biology: speciation undone“Il processo di speciazione, intesto come quel processo per cui si origina una nuova specie, può essere “revertito” se la nuova specie

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Quando l’epigenetica diventa sexy

La rivista Nature Genetics ha recentemente pubblicato il genoma completo del pesce piatto Cynoglossus semilaevis. La scelta di questo modello sperimentale (decisamente non canonico!) è molto interessante da un punto di vista genetico, perché in questo pesce la determinazione del sesso può essere influenzata dall’ambiente, nonostante siano presenti cromosomi sessuali. In C. semilaevis infatti sono presenti i cromosomi sessuali Z e W che, come

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Alcune esperienze lasciano il segno…nei nostri geni!

L’ultimo numero della rivista Nature contiene un interessante editoriale dal titolo “Epigenetics: the sins of the father“ dedicato all’eredità epigenetica. La possibilità che “esperienze” (nel senso lato del termine) potessero lasciare una traccia sul nostro DNA è stata considerata per molto tempo una assoluta eresia genetica, poiché si riteneva che a livello germinale/gametico, tutte le marcature epigenetiche venissero cancellate, come

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